
Il Presidente del Consiglio provinciale Marco Galvagno, aderendo alla richiesta dell’Unione Province d’Italia (UPI) e in accordo con la Conferenza dei Capigruppo, ha convocato per Martedì 31 gennaio 2012 alle ore 16.00 una riunione del Consiglio provinciale aperto alla partecipazione di soggetti esterni per portare all’attenzione del territorio e della comunità provinciale la questione del ridimensionamento del ruolo e delle funzioni delle Province.
Le recenti manovre economiche, infatti, stanno progressivamente svuotando le Province delle loro funzioni, fino a prevederne la chiusura definitiva e l’abolizione dalla carta Costituzionale.
L’obiettivo della riunione, messa da parte qualsiasi intenzione di trincerarsi a difesa di presunti privilegi e con la volontà, invece, di partecipare seriamente e attivamente al riassetto dell’ordinamento istituzionale, è tentare di fare comprendere quanto più possibile il grave danno che si produrrebbe se si completasse questo processo di ridimensionamento che, come dimostrato da un recente studio dell’Università Bocconi di Milano (Studio Università Bocconi), non solo non porterebbe alcun tipo di risparmio economico per le casse dello Stato, ma rischia di provocare un aumento della spesa pubblica è un blocco, almeno nell’immediato, dello sviluppo economico dei territori, poiché di fatto ferma tutti gli investimenti in atto delle Province, e di quelli già programmati per i prossimi anni, oltre che all’avvio di una lunga fase di caos istituzionale e di incertezza.
A subirne le conseguenze sarebbe quindi, da subito, l’intero sistema economico del territorio provinciale che verrebbe privato delle ricadute positive degli investimenti attuati dalla Provincia, nel campo, ad esempio, dei lavori pubblici, della viabilità, della formazione professionale e dell’edilizia scolastica. e sarebbe inoltre privato degli altri servizi offerti dalla Provincia, ad esempio, nel campo dell’agricoltura. Infatti al momento non risulta chiaro quale Ente potrebbe sostituire la Provincia nell’esercizio di tali funzioni.
Vi sono poi le incertezze legate alla sorte del personale che rischia, a causa della oggettiva impossibilità di riassorbimento totale da parte delle altre istituzioni locali, di entrare nel circuito della cassa integrazione e della mobilità che rappresenta l’anticamera del licenziamento con ulteriori ripercussioni negative sul sistema occupazionale astigiano.
Si ritiene che l’opinione pubblica sia poco consapevole di questa situazione. Per tale motivo abbiamo convocato una riunione per informare correttamente e per far comprendere questi aspetti che finora non sono emersi sopraffatti dall’esigenza di conseguire, eventuali quanto improbabili, risparmi di spesa.
In questo contesto di incertezza, inoltre, la realtà astigiana rischia di essere troppo penalizzata in favore di altre realtà. Per tale motivo si ritiene necessario accelerare il confronto per valutare soluzioni per la salvaguardia ed il rafforzamento della nostra identità e delle nostre prospettive di sviluppo, anche attraverso l’eventuale coinvolgimento di tutti quei territori limitrofi che con l’astigiano condividono caratteristiche analoghe.
Sono stati invitati a partecipare alla riunione i Sindaci, i rappresentanti della Regione,i Consiglieri regionali astigiani, i Parlamentari locali, le Associazioni di categoria, le Organizzazioni sindacali, i Presidi delle scuole superiori, i Rappresentanti delle Agenzia di Formazione e alcuni rappresentanti delle Istituzioni Locali.
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Consiglio aperto sulla soppressione delle Province

