| Progetto di recupero degli Archivi storici |
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Legge 8.11.2002 n. 264 - progetto archivi storici
La Legge 8 novembre 2002, n. 264, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 22 novembre 2002 ad oggetto "Disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali e lo sport", all'art. 8 "Interventi in favore degli archivi storici della provincia di Asti" assegna all'Amministrazione provinciale di Asti un contributo pari a € 1.000.000 per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, da destinare al progetto di recupero e conservazione degli archivi storici siti nella provincia stessa;La Provincia di Asti ha sempre considerato un obiettivo primario la conservazione degli archivi storici locali e ha stipulato nel 1997 un Protocollo d'Intesa con la Regione Piemonte, il Comune di Asti, la Diocesi di Asti e il Consorzio per la Gestione della Biblioteca Astense, in virtù del quale si è potuta attivare una campagna di schedatura, riordino e inventariazione sostenuta finanziariamente dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Asti. Tale campagna ha coinvolto 75 Comuni, 14 Parrocchie, la Diocesi di Asti, il Capitolo della Cattedrale di Asti e 2 Istituti, per un totale di 93 archivi. Contemporaneamente la Regione Piemonte e il Centro Ricerche Istituzione Società Medioevo (CRISM) hanno avviato lo Schedario Territoriale che ha lo scopo di ricostruire la storia territoriale dei comuni piemontesi. Dopo che nel 2003, non appena pervenuti i primi fondi ministeriali, è stato approvato il progetto di massima ed è stato affidato l'incarico di coordinatore Scientifico al dott. Gino Bogliolo e si è inoltre provveduto a presentare il progetto di massima alle 5 Diocesi che insistono sul territorio astigiano (Asti, Acqui, Alba, Casale e Torino) e ai sindaci di Asti e delle Comunità Collinari e Montana e dopo che nel 2004 e nel 2005 si è provveduto a svolgere un puntuale lavoro di verifica dei lavori di catalogazione già eseguiti, con sopralluoghi presso la Soprintendenza Archivistica e presso la Regione Piemonte; in un secondo momento sono stati censiti, visitati e fotografati gran parte degli archivi storici presenti sul territorio per valutare l'entità dei lavori ancora da effettuare e sono stati elaborati e/o esaminati e adottati gli strumenti software utili alla raccolta e alla pubblicazione dei dati storico-archivistici. Contestualmente si sono recepite le disponibilità a operare fattivamente all'interno del progetto, acquisendo le richieste di 75 operatori, quasi equamente suddivisi fra professionisti qualificati e operatori coadiuvanti, al 31 dicembre 2008 sono stati avviati (e in molti già ultimati) i lavori di riordino e/o di informatizzazione dell'inventario, nell'archivio storico della Provincia di Asti, in 105 archivi comunali, negli archivi degli ex Uffici di Collocamento di Asti e di Nizza e Canelli, in 9 archivi di enti, negli archivi di tutte le parrocchie della Diocesi di Asti (89 archivi parrocchiali), Acqui (42 archivi parrocchiali), Torino (4 archivi parrocchiali), Casale (23 archivi parrocchiali) e Alba (2 archivi parrocchiali), mentre sono in fase di avvio i lavori in altri Comuni e iniziata la campagna di restauro. E' stata inoltre realizzata nella Comunità Collinare "Alto Astigiano" una sperimentazione del "Metodo Ferro" per l'informatizzazione degli archivi degli stati civili e parrocchiali e i lavori di riordino di fondi di famiglie nobiliari depositati presso l'Archivio di Stato di Asti. Stanno per avviarsi i lavori per l'adeguamento di alcuni locali nella sede di Corso Palestro per ospitare l'archivio storico della Provincia, attualmente giacente presso l'Archivio di Stato. Si è recentemente provveduto alla nomina di un nuovo coordinatore scientifico che controllerà ed uniformerà gli inventari, curerà la prima parte della pubblicazione dei volumi ed organizzerà nuove mostre per la chiusura del progetto. Si è inoltre provveduto all'acquisto di una stampante braille per permettere anche ai non vedenti di poter accedere ai documenti storici. Tutto avviene con la stretta collaborazione e sotto la supervisione della Soprintendenza Archivistica. LA SEDE DELL'UFFICIO CULTURA
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